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Chi siamo
Due professioniste, uno spazio clinico condiviso
Stanza Psico nasce dall’incontro tra due sguardi clinici e da una convinzione comune: il disagio non va solo ascoltato, ma compreso dentro la storia, le relazioni e il contesto in cui prende forma.
È uno spazio dedicato a chi cerca un percorso psicologico e a chi, come professionista, desidera confrontarsi sui casi clinici con metodo, profondità e direzione.
Qui la psicoterapia e la supervisione clinica sistemica abitano la stessa stanza: una stanza in cui fermarsi, osservare ciò che accade e iniziare a costruire una nuova direzione.
Due professioniste, uno spazio clinico condiviso
Stanza Psico nasce dall’esperienza clinica di Silvia e Giorgia e da una visione comune: il sintomo non è solo qualcosa da eliminare, ma un messaggio da comprendere; il lavoro terapeutico non è solo ascolto, ma costruzione di senso, direzione e cambiamento.
Nel tempo, questa stanza è diventata anche uno spazio dedicato ai professionisti: psicologi e psicoterapeuti che desiderano confrontarsi sui casi, sentirsi meno soli e affinare il proprio sguardo clinico.
Perché una stanza
Abbiamo scelto di chiamarla Stanza Psico perché per noi la psicoterapia non è un luogo astratto.
È uno spazio concreto, abitabile, in cui potersi fermare e guardare con più chiarezza ciò che nella vita quotidiana appare confuso, doloroso o ripetitivo.
Una stanza è un luogo in cui puoi sederti, prendere fiato, osservare quello che sta accadendo e iniziare a dare un nome a ciò che senti.
Per i pazienti, questa stanza è lo spazio in cui comprendere il sintomo, leggere le proprie difficoltà relazionali e ritrovare il proprio posto.
Per i professionisti, è lo spazio in cui portare un caso clinico, un dubbio, un blocco o una difficoltà nella conduzione dei colloqui, per costruire una bussola più chiara.
Stanza Psico è una stanza con due porte: una per chi cerca il proprio posto, una per chi aiuta gli altri a trovarlo.
Il sintomo non è solo qualcosa da spegnere. Può diventare una strada per comprendere cosa nella tua vita chiede di essere guardato in modo diverso.
Non lavoriamo solo sul sintomo. Lavoriamo sul significato che porta con sé.
Ansia, attacchi di panico, blocchi decisionali, difficoltà di coppia o conflitti familiari non sono soltanto problemi da eliminare il più velocemente possibile.
Spesso sono segnali.
Parlano del modo in cui una persona sta vivendo le proprie relazioni, il proprio ruolo, le proprie scelte e il proprio posto nel mondo.
Nel nostro lavoro clinico non ci limitiamo ad ascoltare. L’ascolto è fondamentale, ma non basta.
Aiutiamo la persona a costruire una nuova lettura del problema, perché quando cambia il modo in cui guardiamo ciò che accade, possono cambiare anche le emozioni, le azioni e le possibilità di scelta.
Il nostro metodo: dare una direzione a ciò che sembra confuso
Che si tratti di un paziente che vive un momento di crisi o di un terapeuta che si sente bloccato davanti a un caso, il punto di partenza è lo stesso: fermarsi, osservare, dare un significato a ciò che accade.
Nel lavoro clinico con i pazienti, aiutiamo a tradurre il sintomo dentro la storia relazionale della persona.
Nel lavoro di supervisione, aiutiamo il professionista a costruire una bussola clinica per orientarsi nel caso.
Ascoltare
Accogliere ciò che la persona porta, senza ridurlo a un’etichetta o a una diagnosi fredda. Ogni sintomo ha una storia. Ogni blocco ha un contesto. Ogni difficoltà prende forma dentro relazioni, ruoli, aspettative e significati.
Tradurre
Tradurre significa aiutare la persona a dare un senso a ciò che sente. Un attacco di panico, una crisi di coppia, una difficoltà familiare o un blocco decisionale possono sembrare eventi isolati. Nel lavoro terapeutico diventano invece segnali da leggere dentro una storia più ampia.
Orientare
Il percorso non procede a caso. L’obiettivo è costruire una direzione: comprendere dove ti trovi, cosa sta accadendo e quali possibilità di cambiamento possono aprirsi.
Due percorsi, lo stesso bisogno di direzione
Stanza Psico ha due anime.
La prima è dedicata ai pazienti: adulti, giovani adulti, coppie e famiglie che stanno attraversando un momento di sofferenza, blocco o difficoltà relazionale.
La seconda è dedicata ai professionisti: psicologi, psicoterapeuti in formazione, specializzandi e giovani terapeuti che desiderano portare casi clinici, dubbi o momenti di impasse in uno spazio di supervisione sistemica.
In entrambi i percorsi, il cuore del lavoro è lo stesso: non lasciare il problema nel caos, ma costruire una lettura più chiara.
Chi abita Stanza Psico
Stanza Psico nasce dall’esperienza clinica di Silvia e Giorgia e da una visione condivisa del lavoro terapeutico: la psicoterapia come spazio attivo di comprensione e cambiamento, e la supervisione come luogo di confronto in cui il professionista può sentirsi meno solo davanti alla complessità dei casi.
Silvia Andreetto
Psicologa Psicoterapeuta
Lavoro con adulti, giovani adulti, coppie e famiglie, con uno sguardo attento alle relazioni, ai contesti di appartenenza e ai significati che il sintomo porta con sé. Nel lavoro clinico aiuto la persona a leggere ciò che accade non come un problema isolato, ma come parte di una storia più ampia, fatta di legami, ruoli, aspettative e possibilità di cambiamento. Mi occupo di percorsi individuali, difficoltà relazionali, ansia, attacchi di panico, crisi di coppia, conflitti familiari e supervisione clinica sistemica.
Giorgia Vacchini
Psicologa Psicoterapeuta
Accompagno persone, coppie e famiglie nei momenti in cui il disagio, il blocco o la crisi sembrano togliere chiarezza.
Il mio lavoro aiuta a osservare il problema da una prospettiva nuova, per comprendere cosa sta accadendo dentro le relazioni e quali cambiamenti possono diventare possibili.
Nel lavoro con i professionisti, sostengo psicologi e psicoterapeuti nella lettura dei casi, nella conduzione dei colloqui e nella costruzione di una direzione clinica più chiara.
Aree di lavoro
Difficoltà relazionali
Blocchi decisionali
Giovani adulti
Crisi di coppia
Conflitti familiari
Supervisione clinica sistemica
Cosa puoi aspettarti entrando in Stanza Psico
Entrare in Stanza Psico non significa ricevere consigli veloci, esercizi standard o risposte già pronte.
Significa entrare in uno spazio in cui ciò che porti viene osservato con attenzione, riletto dentro il tuo contesto e trasformato in una direzione di lavoro.
Che tu sia una persona in difficoltà o un professionista davanti a un caso complesso, il nostro obiettivo è aiutarti a uscire dalla confusione e costruire una lettura più chiara di ciò che sta accadendo.
Uno spazio clinico attivo
Non solo ascolto, ma costruzione di senso.
Uno sguardo relazionale
Il problema non viene isolato dalla tua storia, dai tuoi legami e dal contesto in cui vivi.
Un metodo concreto
Ogni percorso parte da ciò che accade davvero, non da formule generiche.
Una direzione condivisa
Il lavoro clinico non procede a caso: si costruisce insieme una strada.
Cosa non troverai in questa stanza
Non troverai risposte preconfezionate.
Non troverai etichette facili.
Non troverai consigli dati senza comprendere davvero la tua storia.
Non troverai un ascolto passivo in cui tutto resta uguale.
Non troverai l’idea che basti controllare il sintomo senza provare a capire cosa sta comunicando.
Troverai uno spazio professionale, umano e concreto, in cui fermarti, osservare e iniziare a dare una forma diversa a ciò che oggi ti sembra bloccato.
Qui il sintomo non viene zittito. Viene ascoltato, tradotto e rimesso dentro una storia che può cambiare.
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Anche chi cura ha bisogno di una stanza in cui pensare
Nel lavoro clinico può capitare di sentirsi bloccati.
Un paziente non cambia.
Un colloquio gira a vuoto.
Un caso attiva dubbi, fatica o senso di inefficacia.
Le domande sembrano tante, ma la direzione non è chiara.
La supervisione clinica sistemica nasce proprio per questo: offrire uno spazio in cui il professionista possa fermarsi, portare il caso e rileggerlo con uno sguardo esterno, esperto e concreto.
A Stanza Psico, la supervisione non è una lezione teorica. È uno spazio di confronto in cui costruire una bussola clinica: capire quali informazioni raccogliere, quali ipotesi formulare, quale direzione dare al lavoro e come tornare nel colloquio con maggiore sicurezza.
Cosa non troverai nel nostro metodo
- Non troverai esercizi standard da applicare uguali per tutti.
- Non troverai consigli veloci dati senza comprendere la tua storia.
- Non troverai etichette facili che riducono la persona al sintomo.
- Non troverai una terapia fatta solo di ascolto passivo.
- Non troverai una supervisione fatta di teoria lontana dal caso reale.
- Troverai uno spazio clinico in cui ciò che porti viene osservato, pensato e orientato.